una panchina per due

Una panchina per due

La fermata dell’autobus, il vento fresco dell’autunno,

un giaccone colorato e  i capelli biondi

il sorriso muto delle riflessioni, il maglione rosa, i colori che scendono

girando intorno alla ragazza….

le scarpe……… i piedi….. nervosi… la panchina verde ……

un passo lento, che viene da lontano, un paio di jeans pieni di macchie e di vita

un maglione azzurro, capelli argentati, una voce calda piena di luce e di dolcezza

quando passa il pulman…?”

Giulia guarda il suo orologio e riprende a leggere il suo libro….

Lo sguardo è vivo ma ……le formule di matematica, le derivate e gli integrali

la ripetizione dagli appunti del professore dell’università.

 

Il sole arriva ad illuminare lo spazio vuoto tra i due sulla panchina verde

all’inizio della piazza.

 

Un motorino rompe l’aria

Insieme col vento che cresce trasforma la forza dell’aria su tutti

…… così , quasi per una sfida, una pipa s’accende,

il profumo si distende e alleggerisce l’aria intorno,

la sciarpa azzurra e celeste con le righe bianche gioca

a fare un’improbabile bandiera……

segnali di mare, di sole, di viaggi lontani,

con il suono delle onde………

maglione blu e barba bianca argentata …… curatissima.

La voce… Parole che sembrano uscire dal sole tra le nuvole rosa argentate

a volte dovremmo tutti parlare con il cuore e non solo con la testa

…. a volte, anche il colore degli occhi diventa più bello e più lucente

Non aspettò – questa volta – nessun movimento e nessuna risposta.

 

Una bicicletta cromata

piena di adesivi di mille città del mondo apparve vicino a lui.

Con calma e dolcezza salì sulle due ruote che

presero a girare sotto una pressione dolcissima

di scarpe antiche.

Il sole lo proteggeva con raggi tiepidi e intensi

con una luce sfumata che giocava coi riflessi della sua sciarpa

accompagnandolo intorno alla piazza…… verde.

 

La ragazza non aspettò il pulman

chiuse i libri e guardò le sue scarpe.

Non le vide e si accorse dei piedi nervosi

Avevano voglia di camminare

Il 148 passò e poi anche il 326

La ragazza affrontò il suo viale a destra

Rimase con lui

dentro di lui per oltre un’ora……

…… ma erano passati 10 giorni

Ascoltò il vento che l’accarezzava,

capelli ormai sciolti,

idee che volavano alte nel cielo…..

sentì rullare milioni di volte la voce del cuore dentro di sé,

le foglie dei platani rossicce e dorate, seppia e smeraldo

attorniavano il suo andare

e i pensieri rumoreggiavano nella strada

che le apparve come solo sua ……….

le ragioni degli integrali, i passaggi delle derivate,

i calcoli combinatori, le scritte sulle lavagne delle aule

tutti i numeri e i calcoli si distesero

e divennero mille idee di disegni e di progetti

capì che forse era un architetto e non un ingegnere

sentì la voce della mamma e la mano del papà.

Rivide il sorriso di Giulia, fuori alla sua casa,

giocare col camioncino giallo,

rivide le mille bambole che aveva curato

e vestiva con tutte le stoffe che trovava

rivide la sua corda che portava sul piazzale della chiesa

e con cui saltava ogni domenica tra le preoccupazioni della zia

Rivide se stessa…… e si scoprì nuova,

forse …… più vera,

sicuramente ancora più bella.

E sorrise……………….

Quel lungo viale, l’abbraccio delle foglie,

il rumore del vento, il sapore dei movimenti.

Giulia finì il suo viaggio

Si girò convinta di trovarlo;

non ricordava i suoi occhi

ricordava il colore di quella sciarpa

i colori delle onde del mare lontanissimo da quella piazza

e da quella panchina.

Ricordò e sentì ancora una voce

la sua voce

calma, pacifica, presente.

Accarezzò più volte quella voce,

la prese per mano e la rinchiuse

dentro se stessa

non la lasciò più

non voleva rincorrerla

la portò dentro per tutta la sua vita.

……

Intanto il sorriso di lei era giunto

lontano

mentre una bici continuava a viaggiare

e

forse

girava per andare da lei.

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